alle prese con una verde milonga


mercoledì, 28 aprile 2004

vale is red!

 

 

 

Eh eh, lo sapevo io!!!

Provate anche voi e fatemi sapere!

postato da valentinaines | 01:51 | commenti (2)

martedì, 27 aprile 2004

un po' di sano (ma mica tanto!) outing

Non mi stupisco di leggere questo:

"Suo figlio ha l'epilessia? Allora ci vuole l'insegnante di sostegno": è quanto afferma il 47% degli insegnanti. Secondo uno studio condotto su 142 maestri di scuola elementare, la conoscenza dell'epilessia nella scuola risulta ancora oggi insufficiente e poco corretta. I risultati della ricerca, presentati durante il convegno, evidenziano che anche quando si è definitivamente "guariti" dalla malattia e dai problemi ad essa associati, solo 6 persone su 100 arrivano alla laurea, rispetto all'8,4% della media nazionale. Inoltre il tasso di disoccupazione è più elevato (a 30 anni è del 12%, rispetto al 9% della popolazione generale confrontabile), i tipi d'impiego sono meno qualificati e retribuiti, si sposa il 23% dei maschi (rispetto al 40% della popolazione generale) e il 42% delle femmine (rispetto al 60% della popolazione generale).

Dunque, sarò un caso anomalo, ma non ho avuto l'insegnante di sostegno, sono guarita solo in parte, mi sono laureata e con un votino niente male (sine laude, ma vabbè), e tra qualche giorno inizio pure a lavorare. Tiè. E' per questo, e per il fatto che tutte o quasi le persone che conosco hanno un amico o un parente che soffre di epilessia, che sono convinta che i dati che circolano siano falsati da inutili paure delle famiglie e preconcetti di chi non la conosce, e che col cavolo che "l'epilessia interessa circa l'1% della popolazione". Siamo molto di più, ma guai a dirlo in giro, a maggior ragione se si sembra "normali" e si può evitarlo. E quindi, arriviamo al punto:

sebbene quest'anno se ne senta parlare ancor meno degli scorsi due anni, (silenzio assoluto, infatti, mi par di trovare qui, e molto me ne rammarico) il 2 maggio, prima domenica del mese, sarà la Giornata Nazionale per l'Epilessia, istituita da due anni a questa parte con lo scopo di informare un po' di più su questa 'oscura' malattia.

Gli altri anni c'era un bellissimo stand a piazza Navona (non so dirvi delle altre città), e credo che ugualmente sarà quest'anno. Insomma...

VENITE VENITE VENITE!!!

postato da valentinaines | 00:10 | commenti

giovedì, 22 aprile 2004

dell'aperitivo a Roma

A Roma la cultura dell'aperitivo non è ancora diffusa quanto dovrebbe. Qualche racconto di luculliani aperitivi nel profondo nord e la conoscenza di un'amica che altro che profondo nord, di più, mi hanno reso, come dire, assai sensibile all'argomento.
E se già Roma in generale muove soltanto i primi passi, proponendo quando va bene le pizzette e i tramezzini non consumati durante il giorno, e quando va da paura anche qualche chela di granchio e degli assaggi di assaggi di gustose frittatine (lussi che vengono fatti ben pagare), ma assai più spesso patatine e arachidi soltanto, nel mio quartiere, San Giovanni, la cosa è assai più drammatica. Essendo una zona votata al commercio "ricco", alle 8 di sera tutto e tutti chiudono. Non trovi un bar aperto alle 10 neanche a pietà. Figurarsi se l'ultima mezzoretta di lavoro si mettono a imbandire lauti pre-cena. Non se ne parla proprio. Sicché, l'unico posto degno di nota tra quelli sperimentati sinora in zona è "La dama e l'ombrello", che indico più spesso con "L'arrotino e l'ombrellaio", per facilità di memorizzazione che sarà comprensibile ai più, soprattutto se abitano in città grandicelle. Oltre a dei discreti assaggi ha anche qualche buon vinello. Si trova vicino piazza Re di Roma, prima o seconda traversa a destra di via Aosta a partire dalla piazza. Va comunque detto che a essere sopra la media non ci vuole molto, così anche L'arrotino e l'ombrellaio dopo la seconda/terza volta annoia.
Più economico è il Bar (Pasticceria ecc ecc) Cantù, a piazza Cantù, tra Colli Albani e Furio Camillo. A 3 euro propone le pizzette e i tramezzini di cui sopra, buoni però. Resta il fatto che già ci allontaniamo da San Giovanni, e io è qui che voglio trovarlo un posto che faccia un aperitivo decente.
L'avete capito. Aspetto suggerimenti da romani che bazzicando per le strade della IX circoscrizione siano stati più fortunati, o che abbiano fatto questa faticosa ricerca con maggior zelo di me. Ovvero
Ragazza 26enne, bella presenza, referenziatissima,
disperatamente cerca locale per aperitivo ottima qualità.
Zona San Giovanni. Max serietà.
(e non suggeritemi Il Satiro Goloso, che se la tira un sacco e da mangiare non ti porta NIENTE!!!)
postato da valentinaines | 20:14 | commenti (11)

alle prese con una verde milonga

(un omaggio al mio, ehm, prestanome)

Alle prese con una verde milonga

il musicista si diverte e si estenua.

E mi avrai verde milonga che sei stata scritta per me

per la mia sensibilità per le mie scarpe lucidate

per il mio tempo per il mio gusto

per tutta la mia stanchezza e la mia mia guittezza.

Mi avrai verde milonga inquieta che mi strappi un sorriso

di tregua ad ogni accordo mentre mentre fai dannare le mie dita.

Io sono qui sono venuto a suonare sono venuto ad amare

e di nascosto a danzare.

e ammesso che la milonga fosse una canzone,

ebbene io, io l'ho svegliata e l'ho guidata a un ritmo più lento

così la milonga rivelava di se molto più,

molto più di quanto apparisse la sua origine d'Africa,

la sua eleganza di zebra, il suo essere di frontiera,

una verde frontiera, una verde frontiera tra il suonare e l'amare,

verde spettacolo in corsa da inseguire

da inseguire sempre, da inseguire ancora,

fino ai laghi bianchi del silenzio fin che Athaualpa

o qualche altro Dio non ti dica descansate niño,

che continuo io, ah! io sono qui,

sono venuto a suonare, sono venuto a danzare,

e di nascosto ad amare...

postato da valentinaines | 15:19 | commenti

mercoledì, 21 aprile 2004

letture, forse

Stamattina sono passata davanti alla Basilica di San Paolo, su Via Ostiense, all'incrocio con Via delle Sette Chiese. Proprio lì i Colli di San Paolo si incastrano tra le due strade, sovrastando via Ostiense. Così, ecco che ho visto un altro "confine" della Garbatella, stavolta dall'esterno.
Devo leggere "Garbatella mia", ho pensato. E' qui nella mia camera che mi aspetta da un po', ma troppe (o troppo poche) cose sono successe in questi giorni, e l'ho trascurato. Ora cercherò di conciliarlo con il libro di UML, quello di SQL, e magari anche con Richler, che pure rischio di inimicarmi.
Insomma, se riuscirò in quest'ardua impresa vi farò sapere.
postato da valentinaines | 23:55 | commenti (2)

o che tu dici?!

Da novella stageur qual sono, mi sto informando su come è regolamentato il contratto di stage, e così ho trovato questo:

A CHI E’ RIVOLTO LO TIROCINIO FORMATIVO

Lo tirocinio formativo è indirizzato a soggetti che abbiano adempiuto l’obbligo scolastico
, ai sensi della L.1859/62 e succ. mod. e integrazioni, anche cittadini di stati membri della comunità europea o cittadini extra comunitari, fatto salvo il principio di reciprocità. Può essere utilizzato anche per consentire a soggetti disoccupati di rientrare nel mondo del lavoro.



postato da valentinaines | 15:35 | commenti (3)

chiamatemi stageur, please

Ottime notizie: la titolare qui presto inizia a lavorare!!!
Qualcuno di voi ricorderà le alterne vicende che ho attraversato, quelle tipiche di ogni fresco laureato, che si sono risolte ieri in modo fantastico. Certo, mi direte che i problemi non saranno pochi, visto che lavorare un numero imprecisato - ma alto alto alto - di ore al giorno in una azienda di consulenza piena di gente rampantissima, fingendo per non so quanto tempo di capire alla perfezione cosa devo fare e in realtà aspettando un'ispirazione divina che giunga ad illuminarmi, non è proprio facilissimo, ma per ora l'idea di non restare più qui ad aspettare e di guadagnare anche le mie prime centinaia di euro al mese mi basta per essere felicissima.
Eheheh, già so come spendere almeno i primi due stipendi!!!
postato da valentinaines | 15:21 | commenti (1)

lunedì, 19 aprile 2004

Monnalisa smile

La questione è scottante.
Berlusconi che, liscio come una pesca, annuncia, sguardo dritto davanti a sé, addirittura verso il basso, modesto, i suoi clamorosi successi (eppure, così di profilo, col sorriso poco convinto, par quasi malinconico); Fini che, sbiadito, sguardo verso l'alto, appare, serissimo, mentre pronuncia parole importanti - sì i manifesti li fa, ma senza troppe moine, da vero uomo di destra; Follini che, frontale lui, disturba la graziosa foto di due ragazzini infilandosi, dispettoso, lì di lato - io c'entro, ma di sbieco, nun me voleveno; Di Pietro e Occhetto che fanno capolino coi loro capoccioni, simmetrici e sorridenti come le Kessler.
Per non parlare dell'inquietante interrogativo lanciato dal manifesto degli Uniti nell'Ulivo che, incavolati perché ancora non sanno che faccione metterci, ci ricordano la nostra natura effimera: inutile che stiate lì a fare i pignoli aspettando di sapere il nome del leader, tanto chi ve l'ha detto che a giugno c'arrivate?
Sono settimane che ci provo - anche in famiglia la discussione è accesa - ma davvero è troppo difficile decidere chi sia più comico.
(il portasfiga è sicuro, invece.)
postato da valentinaines | 01:48 | commenti (3)

ma famm' o piacere

Klaus Davi che fa "L'analisi" nel tg3 di mezzanotte e mezza, con tanto di locandina appesa alla parete dietro di lui a pubblicizzare il suo "Dì qualcosa di sinistra", fa veramente ridere.
postato da valentinaines | 01:46 | commenti (1)

sabato, 17 aprile 2004

Minoli vs Vespa

L'altroieri, mentre nel salotto televisivo-istituzionale di Vespa succedevano cose allucinanti e vergognose - roba che il processo Cogne istituito presso il novello tribunale di raiuno con i suoi plastici e Crepet e il criminologo sono un esempio del più elevato giornalismo - su raitre c'era una bellissima trasmissione di Minoli sulla storia di Giovanni Gentile. Bella bella bella.
Mi piacerebbe rivedere Minoli in prima serata su raidue. Altro che Socci! (e altro che Floris!)
postato da valentinaines | 01:19 | commenti

giovedì, 15 aprile 2004

pane al pane e vino al vino

In questo pomeriggio di invii forsennati di curricula e di intraprendenti risposte ad annunci di lavoro, stavo giusto pensando al fatto che negli annunci le figure professionali del settore commerciale sono il più delle volte indicati in inglese, quasi a dargli maggior dignità o eleganza - buyer, sales manager, credit manager, merchandiser (oggi cercano persino un "advertising & communication new business man") - quando ho scoperto che esiste la professione di "procacciatore d'affari".

Per carità, sarà un lavoro come un altro, però mi fa tanto pensare al "faccendiere" (a cui per inerzia segue "Igor Marini"), che non mi par bello. Se si chiamasse, che so, "business finder", o qualcosa del genere, farebbe tutta un'altra figura.

Come dice qualcuno, son cose.

nel frattempo, ho già ricevuto un'email di risposta alla mia risposta ad un annuncio (per capirsi, un "riscontro"). Che figata!

"""""""""""P.S.: chiedo scusa per l'abuso di "virgolettati" nel presente post, ma il linguaggio " tecnico" lo richiedeva. """"""""""""

postato da valentinaines | 18:12 | commenti (1)

lunedì, 05 aprile 2004

giapponese è costoso

Restiamo in via Ostiense. Se qualcun altro viene a dirmi che al ristorante giapponese Bishoku Kobo si mangia benissimo a prezzi bassi mi metto ad urlare.
Che costi poco sono d'accordo, ma un sashimi così povero e mal preparato, per non parlare dei california temaki, lasciano pensare che sia un po' il "La mosca matta" nipponico. E non dico altro.
postato da valentinaines | 11:58 | commenti (5)

la Garbatella

Ieri mattina ho finalmente conosciuto la Garbatella, e me ne sono innamorata. E' stata una specie di gita fuori porta, in un paesino che sta nel bel mezzo di Roma. Tre enormi strade - via Ostiense, Circonvallazione Ostiense e via Cristoforo Colombo - delimitano il triangolo in cui è chiusa; quando, provenendo dalle strade del quartiere, le si raggiunge, viene naturale girarsi e tornare indietro. E' come se ci fosse un enorme muro con su scritto "FINE".
Piazza Brin è l'ingresso principale, con il lotto 5 che fa da confine tra il quartiere e via Ostiense e che con il suo arco ti invita ad entrare. E poi le casette degli sfrattati, i cortili, gli alberghi, la devozione religiosa alla Roma. Durante la messa in piazza il prete per Pasqua ha dato appuntamento davanti al lotto 28. Si parla per lotti, non per nomi di strade.
Con il mio "accompagnatore" - guida meravigliosa - si diceva di come la ferrovia spesso crei una separazione netta tra i quartieri di Roma, anzi tra un quartiere e il resto del mondo. E infatti la ferrovia corre parallela a via Ostiense, tra via Ostiense e piazza Brin. Così mi è venuto in mente un altro quartiere, fatto di poche strade, che sembra un mondo a parte, il Pigneto. E' non molto lontano da qui, eppure sembra distante chilometri e chilometri. E anche stavolta di mezzo c'è la ferrovia. E per il Nuovo Salario non è un po' lo stesso?
Ma la Garbatella è tutta un'altra cosa.
 
P.S.: come da commento, non  è un triangolo, ma un quadrilatero; il quarto lato è Via Delle Sette Chiese.
postato da valentinaines | 11:39 | commenti (4)

guarda caso sono una sporca borghese

Oggi Tg2 Dossier, un classico della domenica pomeriggio, ha mandato un servizio su Cuba, "Il disincanto cubano". Niente di nuovo, ma è stata la prima volta che ho sentito dire in televisione quello che veramente c'è da raccontare su Cuba.
Tra le tante voci sentite, quella di un giornalista italiano che da diversi anni vive lì, e che prima scriveva sull'Unità. Martinelli, se non sbaglio, ma non ne sono affatto certa. Ha detto cose scandalose. Pensi che il mito di Cuba ce l'abbiano solo i commmunisti sognatori che una volta sono andati a farsi un viaggio nella terra promessa, e che hanno avuto abbastanza tempo per vedere quello che volevano vedere, e poco per approfondire la conoscenza, per così dire. E invece scopri che un attempato signore, un giornalista, un 'intellettuale' insomma, che sta lì da anni, conserva indenni le fette di prosciutto davanti agli occhi. Con le sue belle foto in compagnia di Castro e il classico ritratto del Che appesi ad una parete della sua bella casa (ma si sarà accorto di come vivono gli altri?), racconta che i Cubani stanno bene così, che per loro questa è la democrazia, che anche questa è democrazia. A noi sembra un po' strano solo perché ne abbiamo un'idea diversa, l'idea borghese di democrazia.
Borghese. Non si userà manco più nelle assemblee del liceo.
E quando si passa a parlare dei dissidenti condannati fino a 28 anni di carcere circa un anno fa per la loro adesione al progetto Varela, dice che, "guarda caso", queste persone al processo hanno esordito dicendo che per anni avevano lavorato per il Governo e che guarda caso quelli lì erano quelli che blablabla.
Guarda caso. Guarda caso che? Che vuol dire??
Il difetto di sorvolare il nocciolo delle questioni, e in modo così grossolano, affrontandole da dettagli del tutto trascurabili, resi importanti da una cattiva tendenza alla dietrologia, è segno o di stupidità o di malafede.
Mah. Mi è venuta una rabbia enorme, fossi stata lì l'avrei preso a capocciate. Ma tante tante tante.
postato da valentinaines | 01:46 | commenti (4)

venerdì, 02 aprile 2004

strettamente personale reloaded

Stavolta quello vero, l'originale.
Morto sul nascere il fantastico campionato di fantagiornalismo inaugurato il 9 marzo, non so trattenermi comunque dal riportare di tanto in tanto dei brani imperdibili del mio giornalista preferito. Questa volta - il 28 marzo - Egli parte in modo comprensibile (e già è qualcosa) riferendosi alle dichiarazioni di Berlusconi circa il fatto che di andare a Nassiriya non se ne parla proprio e che i militari sono lì contenti e ben pagati. Per poi perdersi, al momento dell'invettiva, nella solita smania di riportare citazioni e ricordi, che se non ci sono 800 virgolettati per articolo a cosa serve la saggezza di una vita, e come raggiungere altrimenti la stessa forza retorica?
Ecco un brano dell'articolo:
Devo riconoscerlo, questa volta Berlusconi ha ragione: «È inutile che io vada a Nassiriya». I suoi consiglieri devono avergli detto che in guerra si può anche morire. E lui ci ha messo del suo: «Basta compatire i militari». Perché no? Prima che i nostri soldati fossero mandati in quella regione non ne avevano mai sentito pronunciare il nome. Ma non c' è da scandalizzarsi. Il comandante dell' Armir, i reparti spediti in Unione Sovietica, cominciò così il suo discorso alle truppe: «Soldati di Francia! Pardon: soldati d' Italia». E alla mensa ufficiali, quando riusciva a beccarne una, diceva allegro: «Ho preso Mosca». Buontempone. Nell'agosto del 1942 venni arruolato in un battaglione universitario a Sassuolo (Modena). Avremmo dovuto poi diventare ufficiali. Il tenente colonnello che ci comandava fece un discorso e disse: «Sono trent' anni che sto sull' attenti!». Una voce caritatevole urlò: «Riposo».
[...]
dde che?????
postato da valentinaines | 13:29 | commenti

si vota! /2

Non potevo non riportare, seppure con diversi giorni di ritardo, i risultati dell'elezione del 28 marzo dei 4 consiglieri aggiunti.
Gli eletti, uno per continente, sono: Irma Tobias Perez, filippina; Gabriel Ionut Rusu, romeno; Aziz Darif, marocchino; Santos Zapata, peruviano. Forse però diventeranno cinque, per rendere giustizia a Sabio Salvador, filippino, che ha preso più voti degli altri messi assieme, ma che ha dovuto cedere il posto a Irma Perez, la donna che in assoluto ha preso più voti.
Intanto La Padania denuncia pesanti irregolarità nella votazione "degli stranieri".
postato da valentinaines | 13:23 | commenti

quest'uomo è un genio

Nel numero di Sette della settimana scorsa Tullio Kezich conferma quello che penso da sempre: Dustin Hoffman è un genio.
[...] Per quanto ne so nessuno, né sul palco né commentando, aveva capito perché l'ospite Hoffman (ndb: si parla di Sanremo), messo in presenza di Stefania Sandrelli, se ne fosse uscito con la surreale battuta "Vado a fare la cacca". In realtà il divo aveva semplicemente offerto una singolare madeleine all'antica compagna di lavoro, che non ha colto il senso dell'omaggio. E allora facciamo un po' la storia di Alfredo Alfredo (1972), chiamando a testimone Piero De Bernardi, uno degli sceneggiatori [...] Tra i titoli provvisori c'era Dove sei? Cosa fai? ovvero i petulanti interrogativi con cui la Sandrelli, moglie ossessiva, perseguita il malcapitato coniuge. Donde la risposta irritata di Alfredo: "Vado a fare la cacca". Nel montaggio definitivo, per quanto risulta dalla videocassetta, la battuta sparì; eppure all'americano è rimasta impressa.
postato da valentinaines | 13:16 | commenti (2)

strettamente personale

Niente panico, la delirante rubrica di Biagi non si è ivi trasferita, ne prendo solo temporaneamente in prestito il titolo.
Superati finalmente i tempi bui, a buttarmi giù c'ha pensato stavolta una caduta terribile. Lì sì che per rialzarmi ce n'ho messo di tempo, non c'era parte che non mi facesse male. Quello che mi resta è un mal di schiena che con i giorni peggiora in modo preoccupante. Hai voglia a mettere tubetti e tubetti di pomate guaritrici, il mio mal di schiena se ne fa un baffo. Ahi.
postato da valentinaines | 13:14 | commenti