alle prese con una verde milonga


giovedì, 03 giugno 2004

dove il ponentino soffia ancora

"Giovedì 3 giugno dalle ore 12.30 si svolgerà il primo evento pubblico del progetto Immaginare Corviale a cura della Fondazione Adriano Olivetti, realizzato da Osservatorio Nomade, con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche per le Periferie, per lo Sviluppo Locale, per il Lavoro del Comune di Roma - Dipartimento XIX, in collaborazione con il Laboratorio Territoriale Corviale/Roma Ovest.   [...]

Dalle 19.30 nel teatro/auditorium all'aperto, la banda sonora dei bambini della scuola elementare e media Mazzacurati di Corviale, interpreterà Il Ponentino di Corviale risultato del primo workshop sul suono condotto da Mario Ciccioli. Durante il laboratorio i bambini hanno imparato come costruire ed usare strumenti ricavati con materiali di recupero che suonano con il vento.   [...]

Corviale è un edificio lungo 958 metri e abitato da circa 6000 persone situato alla periferia sud ovest di Roma e circondato per tre lati da una campagna intatta. Di proprietà dell'ATER (Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale, già Istituto Autonomo Case Popolari), fu progettato da Mario Fiorentino nel 1972 e terminato dieci anni più tardi. E' un luogo emblematico per architetti e urbanisti, evocato sistematicamente sulla stampa italiana in relazione ai veri o presunti mali delle periferie.  "

postato da valentinaines | 09:26 | commenti (2)

mercoledì, 02 giugno 2004

votate la trippa!!

Iniziare a lavorare ha portato degli effetti immediati, e prevedibili anche. Primo fra tutti il triste abbandono del blog, come si sarà notato. Più problematica, l'impossibilità di seguire i telegiornali o di leggere i giornali, sicché vivo nell'inconsapevolezza più totale di ciò che accade. Non parliamo della lettura, altro capitolo drammatico.
D'altra parte, molte cose nuove mi permette di conoscere questa vita da lavoratrice.
Un esempio. Mi ero sempre chiesta perché i candidati alle elezioni ( tutte, in generale) spendessero una cifra abnorme per i loro bei manifesti per poi farli attaccare uno dietro l'altro in popolose file. Insomma, mi pareva poco intelligente ridurrne tanto drasticamente la diffusione nella città, al punto da ipotizzare che degli 'attacchini' poco disposti a girarsela tutta avessero aperto la moda "ma sai che te dico? mo' li attacco a 5 a 5!".
Dice, che c'entra?! C'entra, ora arrivo al punto. Il punto è che ora ho capito. Tornavo da lavoro, per l'appunto. Ero sull'autobus e, distrattamente, come sempre e come tutti, guardavo fuori dai finestrini. Passavamo per la stazione Termini, il movimento era tanto. Gente che attraversa la strada con la sua bella valigia, donne agghindate che inseguono sui loro tacchetti un altro autobus che parte, il solito gazebo di Libri Antichi e Rari, il finto bar Gambrinus, VotaTurchi, VotaTurchi, VotaTurchi... VotaTurchi?? Mi sono domandata, finalmente cosciente a manifesti ormai passati. Ma ecco che, giusto il tempo di risvegliarmi dal coma vigile, VotaTurchi VotaTurchi VotaTurchi riappare a confermare che sì sì, non ho letto male, e stavolta è bene che me lo fissi definitivamente nella capoccia.
Insomma, se prima non avevo mai capito il senso di questa cosa, era solo perché non prendevo l'autobus con tanta regolarità e distrattezza e stanchezza.
I manifesti elettorali per strada sono pensati per gli abitatori di autobus, e disposti in numero e distanze scrupolosamente sincrone con tempi e velocità degli autobus.
E non ditemi di no, cacchio.
 
 
N.B.: nel caso specifico poi, VotaTurchi VotaTurchi VotaTurchi mi ricordava anche, per la somiglianza 'ritmica', il famoso "Vot'Antonio  Vot'Antonio  Vot'Antonio ".
(e mentre mi viene in mente il prosieguo dello 'slogan' di Totò, in tv passano una vecchissima pubblicità della Trippa Simmenthal!)
postato da valentinaines | 00:34 | commenti (2)