| alle prese con una verde milonga |
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venerdì, 29 aprile 2005 e dire che Paolo Conte non mi conosce
sento la mia vita che sta diventando un film
sì, ma l'ho già visto e non mi piace questo film...
c'era musica e pianto e lui diceva: " è colpa mia"
c'era sogno e possesso e lei diceva: "è colpa tua"
...
"che peccato che non mi ami", che peccato però...
stanno lì mani nelle mani senza dire di no...
parli tu, parlo io... trascinando per la città
le parole del cinema... parlo io...
"Sandwitch man", Paolo Conte
That's amore! Ieri per caso ho saputo che stasera su La7 ci sarebbe stata una trasmissione di Luca Sofri su Berlino. Beh, mi sono messa il promemoria - che di sti tempi sono un po' rimbambita - per ricordarmene, e ora sul suo blog scopro che c'è stata già una prima puntata! Cacchio, perché non l'ha detto prima?? E' che quel ragazzo qui è troppo modesto, ecco cos'è! Ed è anche per questo che l'adoro! Vedetevelo!!! lunedì, 25 aprile 2005 Forza venite gente! Domenica 1 Maggio ai Fori Imperiali c'è un appuntamento im-por-tan-tis-si-mo! Venite!!! sabato, 23 aprile 2005 il flauto magico (o quasi) Come ogni sabato mattina, mi sveglio e c'è il solito bellissimo suono di tromba che arriva da giù, dalla strada. E' "Caruso", di cui tutti ormai ci siamo stancati, eppure suonata in modo divino, con delle pause e dei 'rallentamenti' strazianti, come una supplica.
Ho casa sull'Appia Nuova, che di sabato si riempie di persone che vengono a godere dell'anima di questo posto: lo shopping. In centinaia mettono la sveglia alle 7, come gli altri giorni, per prendere la macchina da qualsiasi punto di Roma si trovino per riversarsi qui, parcheggiare in doppia fila o sulle striscie o sui marciapiedi e poi farsi di fila tutti i vari FootLocker e Teichner dell'Appia. Ma per quanto far compere mi stia antipatico e altrettanto il far compere degli altri, con i loro snervanti clacson e gli antifurto inutili di macchine e moto, pure questo suono di tromba rende tutto più lento e romantico.
Mi affaccio alla finestra e vedo qualcuno che camminando si gira da 'quella' parte, richiamato e un po' stupito da questa specie di magia in un'attività tanto urgente quanto profana. (Solo gli ausiliari del traffico -li riconosci nella loro uniforme ufficiale, il giubbetto giallo uguale a quello dei tizi che distribuiscono Leggo- continuano a guardare sui loro blocchetti, mentre staccano multe su multe.)
Io però non arrivo mai a guardare da quella parte, sono coperta dal mio stesso palazzo. Ogni sabato spero che stavolta si sia messo due passi più avanti (ma è solo, o sono due, con l'altro che chiede quanche spiccio? Io me lo immagino solo, che suona soltanto per rendere più dolce e silenziosa la mattina del sabato di via Appia), non dico tanto, quel poco che basta perché io possa intravvedere qualcosa, ma non è mai così. Ha messo la sua crocetta sul marciapiede, in modo che mai si sbagli, e si rimette sempre lì. Sicché io continuo ad affidarmi allo sguardo del gruppetto che, fermo aspettando di attraversare la strada, guarda da 'quella' parte.
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